INTERVISTE -DATI -ARTICOLI

Umanizzazione della medicina

Ho sempre sostenuto “l’Umanizzazione della Medicina ”   Il medico non può considerare un paziente solo un numero, il paziente va accolto, va ascoltato, spesso accarezzato.   Molti medici capiscono cosa significa essere "in cura“ quando vivono spesso la condizione di ammalati. L’ammalato di cancro è un ammalato “ fragile “ , da tempo insieme a Sen. Bartolomeo Pepe ci stiamo occupando dell’assistenza agli ammalati fragili e ho inviato una mia nota ad alcune Asl della mia zona e alla Regione Campania per conoscere come sono organizzati sul territorio i servizi per le fasce deboli alla quale al momento abbiamo ricevuto solo parziale risposta. Per conoscere le condizioni in cui vivono ammalati e familiari basta non andare lontano… ma recarsi presso la propria asl negli ambulatori  o negli uffici dove si effettuano le prenotazioni, parlare con loro e ascoltare tante storie. Esistono chiaramente le eccezioni , qui parliamo delle molte “ non eccezioni “.   Infatti (AdnKronos Salute) riporta:   06.11.2014 -  I medici hanno il dovere di ascoltare i pazienti, l'ascolto è manifestazione d'amore per il malato, è essenziale per la medicina del futuro. E' il messaggio di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenuto alla cerimonia al Quirinale per la Giornata nazionale per la rice...rca sul cancro, promossa dall'Airc  (Associaziona italiana per la ricerca sul cancro) il 9 novembre.
Noi medici siamo al servizio dei nostri pazienti, è nostro dovere ascoltarli per curarli nel modo migliore".
Per Veronesi, la "medicina del futuro deve tornare in qualche modo al vecchio pensiero di Platone: 'bisogna curare l'anima, il pensiero, il cervello'. E' anche qui che la malattia viene elaborata e rimane a lungo, non basta togliere il tumore dall'organo colpito, altrimenti la guarigione non è completamente realizzata, perché la guarigione non è solo fisica".

Perfettamente in linea con ciò che ha detto Umberto Veronesi . Dott. Vincenzo Petrosino (Oncologo Chirurgo)  Coll. Senatore Bartolomeo Pepe gruppo misto
08/11/2014

In video conferenza con Agliana (PT)

In video conferenza con m5s di Agliana PT ( Toscana ) tra giornalisti e comitati anti inceneritore e ambientalisti .

Vincenzo Petrosino illustra i Progetti Italiani e risponde alle domande della gente e dei giornalisti.

Una Risposta ad una delle domande fatte dai giornalisti.

Per vedere clicca qui...  

https://www.facebook.com/video.php?v=300107690178138

09/11/2014

Il tema della natalità in Italia è estremamente importante

Correlazione con l’Ambiente 

 

I nati nel 2012 in Italia sono stati 527 mila contro i 503 del 2013. In effetti è come se avessimo perso un paese Italiano come ad esempio Pontecagnano Faiano di circa 24.000 abitanti.

 E' una questione di grande importanza e impatto sul futuro della società in quanto colpisce per ovvi motivi anche il sistema previdenziale.

Certamente esiste al momento una diminuzione della “ fertilità ”, circa il 25 % dovuta a problemi maschili ed in aumento e un 45 % ( con le dovute cautele delle percentuali ) a problemi femminili. Purtroppo una percentuale abbastanza significativa di infertilità sembra essere dovuta agli interferenti endocrini o endocrin distruptors ”.

Questi null’altro sono che sostanze naturali o di sintesi che agiscono “mimando, innescando o bloccando la risposta ormonale”. Di solito agiscono in concentrazioni bassissime e tra queste sostanze abbiamo i policlorobifenili  o PCB,   molti pesticidi, gli ftalati e i metalli pesanti in modo particolare il mercurio,il piombo e il cadmio. Per alcune di queste sostanze esiste il pericolo di alterazioni dell’apparato genitale maschile del feto.

La stessa endometriosi sembra essere associata in pazienti di sesso femminile esposte a tali sostanze, specialmente PCB. Queste sostanze sono presenti quali inquinanti ambientali specie nelle grandi città e nelle città con grosse realtà industriali oltre che per realtà dolose o colpose, di cui è piena l’Italia.

Grande attenzione esiste per sostanze quali il PFOS e PFOA sostanze di sintesi usate dalle industrie e spie di inquinamento ambientale.

Vincenzo Petrosino (Medico Oncologo Chirurgo) 

08/11/2014

Viviamo in un ambiente altamente inquinato

Ormai  la situazione è chiara, viviamo in un ambiente altamente inquinato per fatti anche colposi e dolosi . La nostra vita si svolge  tra metalli pesanti, prodotti della combustione, idrocarburi policiclici, diossine e pcb.. vari. Giustamente per vedere cosa abbiamo dentro noi umani... bisognerebbe capire anche  il mix terribile che assorbiamo e le reazioni con le molecole semplici e complesse ch...e costituiscono il nostro corpo. Inoltre vorrei fare notare che il nostro organismo cerca a volte e per qualche sostanza di eliminarla per via metabolica oltre che accumularla. Per fare questo spesso si attivano vie metaboliche non comuni, alla fine, non sono un farmacologo, potrei sbagliarmi, ma alcuni prodotti così creati non so cosa combinano.  Inoltre alcuni prodotti potrebbero esse utilizzati dall'organismo umano in modo anomalo . Ricordo le molecole che " mimano gli ormoni ". Insomma la situazione è complessa .  Io non pretendo di conoscere tutto di tutto, ma nessuno al momento ci può dire cosa accade nel nostro organismo quando agiscono non una ma più  sostanze inquinanti . Alcuni per le loro piccole quantità  sono addirittura difficilmente dosabili e rintracciabili, a fronte di un danno magari grave e non ultimo " genetico " .
10/11/2014

Malati Alzheimer, Sla e fasce deboli

Salerno: assistenza domiciliare

 

L’aumento dell’età media unitamente ad  altre cause e concause, molte delle quali ancora sconosciute, sono alla base dei sempre più numerosi malati di demenza senile in genere e, quindi, di “ pazienti inquadrabili in fasce deboli “,  che hanno problematiche assistenziali domiciliari di particolare impegno. A livello mondiale il problema è molto sentito e nei paesi cosiddetti “ industrializzati e civili “ oltre a dare un impulso alla ricerca per tentare di rallentare il deterioramento cerebrale  e comprendere  la causa, almeno in alcuni casi di demenza, si tenta di offrire a questi pazienti e, in generale, a tutte le fasce deboli, un tipo di assistenza a domicilio. Questa, infatti,  non allontanando i pazienti dagli affetti familiari, ne conserva più a lungo possibile le funzioni cognitive e di relazione. Inoltre,  è chiaro che bisogna intensificare le campagne di sensibilizzazione e di informazione al fine di portare a conoscenza di questa emergenza sanitaria sempre più persone e creare una reale rete assistenziale efficace , in quanto ricade ancora troppo sulle famiglie, spesso lasciate sole in un apparente e a volte inefficace  assistenza.

Il personale  che si occupa di demenza e in genere di pazienti in fasce deboli deve essere “umanizzato", preparato e motivato. Ritengo che spesso una parola dolce, un sorriso o un bacio rappresentano per alcuni malati una terapia più importante della farmacologia, perché  in alcuni pazienti i farmaci potrebbero  non essere più efficaci e quindi  bisogna mettere in atto tutte le strategie per “migliorare la qualità della vita"  prolungarne l’aspettativa e favorire il mantenimento delle capacità residue. Di solito chi scrive, quando si trova di fronte ad un paziente fragile,  non varca l’uscio di casa senza una carezza, che non è segno di pietà ma solo di rispetto e amore e, spesso, sortisce qualche insperato effetto. Mi trovo spesso a combattere contro rigide burocrazie, moduli da compilare, attese spasmodiche per semplici prestazioni domiciliari specialistiche. Conosco le attese e conosco i meccanismi perversi che portano a disfunzioni e rallentamenti. Spesso un malato fragile a domicilio, anche un semplice “super”  anziano necessita di semplici prestazioni domiciliari come un dermatologo, un oculista un  otorino per un esame audiometrico.  Allora tutto diventa difficile per le famiglie perché  la fisioterapia domiciliare ha i suoi tempi e i suoi limiti, la prescrizione di presidi terapeutici è limitata da tante cose e si sentono le parole magiche di questo tipo :  non vi è personale , non abbiamo medici , bisogna compilare il modulo , bisogna risparmiare , c’è una lista di attesa . Certamente la Sanità Italiana, con alcune, se non tante eccellenze, è anche un po’ a macchia di leopardo : esistono probabilmente piccoli centri di potere dove alcuni dirigenti gestiscono in maniera discutibile diversi  importanti servizi. Le liste di attesa a volte sono incomprensibili e la qualità a volte discutibile!

Credo che, comunque, ci sono  anche troppi dirigenti con stipendi oltre i 100.000 euro, che dirigono dalle scrivanie mentre potrebbero occupare parte del proprio tempo a casa dei pazienti “fragili", questo si che sarebbe un bellissimo straordinario lavorativo! 

Nella mia città Salerno sembra che questo servizio sia in fase di organizzazione , ma ancora troppo piccolo, ancora poco efficace , ancora senza troppi medici e specialisti, ancora incapace di fare fronte alla realtà della “fragilità" ritenendo che  bisogna essere veloci, efficaci, propositivi, innovativi  e innanzitutto “umani”.

Nel mese di Giugno il Senatore Bartolomeo Pepe del gruppo misto della 17 legislatura, membro della commissione ecomafie , congiuntamente a me,  ha inviato alle Asl campane  la richiesta di conoscere come sono strutturati i servizi domiciliari sul territorio e in particolare, conoscere su Salerno l’organico impiegato ed eventuali criticità economiche  e di gestione. Inoltre, per quanto riguarda i due grossi capitolo Alzheimer , della demenza e della Sla, si è  richiesto di conoscere ,oltre a quanto detto sopra,  eventuali presenze anomale e sospette di  questi casi  concentrati in alcune zone , in riferimento al fatto che su tutta l’Italia stiamo   svolgendo una serie di studi e, in Campania e Basilicata, anche alcune analisi sulla popolazione in aree critiche. Salerno al momento non ha ancora fornito tutte le risposte pur avendo chiesto al Comune e ai servizi sociali di relazionarci su tali argomenti.

Tutto questo interesse si svolge  in un clima di collaborazione  e umanità e solo  per tentare di migliorare alcuni aspetti sanitari di realtà, spesso davvero difficili da affrontare.

Dott. Vincenzo Petrosino (Oncologo Chirurgo)  Coll. Senatore Bartolomeo Pepe gruppo misto

http://www.dentrosalerno.it/web/2014/10/14/salerno-assistenza-domiciliare-malati-alzheimer-sla-e-fasce-deboli/

08/11/2014